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Macchina da cucire

Storia della macchina da cucire

Le prime notizie di una rudimentale macchina da cucire risalgono al 1755 e sono legate al tedesco Karl Friedrich Wiesenthal, che per primo ideò un sistema di cucitura meccanico. Nel 1790 l’inglese Thomas Saint fece qualcosa di simile ma che partiva da un’idea diversa, infatti si trattava di una cucitura a catenella.

Anche se Germania ed Inghilterra, sono le nazioni dove si creano le prime attrezzature per il cucito, siamo lontani dal concetto di macchina da cucire. La prima macchina che abbia avuto un impiego reale fu inventata nel 1829 da Barthélemy Thimonnier, un sarto francese; la sua macchina faceva un punto a catenella come quella di Saint e nel 1830, con l’aiuto di un ingegnere, Auguste Ferrand, fece i disegni tecnici per ottenere il brevetto che fu omologato nel 1830.

La Produzione in serie

Nel 1832, Walter Hunt inventa la prima macchina da cucire a punto annodato americano, ma non si preoccupa di brevettarla. L’inventore inglese John Fisher nel 1844 progetta il primo apparato che contiene tutte le invenzioni precedenti che viene costruito da Isaac Merritt Singer e Elias Howe; quest’ ultimo inoltre, fu tra i primi a studiare le cerniere lampo.

machina da cucire (Progetto Elias Howe)macchina da cucire howe(Elias Howe)

Inizia così una piccola produzione di queste macchine; nel 1851 Singer progetta la prima macchina con braccio parallelo al piano di lavoro e dotata di un sistema a molla che tiene fermo il tessuto sotto l’ago. Queste macchine erano azionate a manovella, che risultava un po’ scomodo; di conseguenza, venne introdotto l’azionamento a pedale; 30 anni dopo, Singer progettò il primo modello con motore elettrico. Nel 1975 l’omonima azienda fece la prima macchina elettronica al mondo (Athena 2000 o Futura 2000).

macchina da cucire Isaac Merritt Singer(Isaac Merritt Singer)  macchina da cucire singer(macchina Singer)

Nel 1862 in Germania, Georg Michael Pfaff  dopo aver visto una macchina da cucire in una fiera, resta affascinato a tal punto da questo nuovo oggetto che inizia a costruire, su suo brevetto, macchine per cucire; allo stesso tempo cessa la sua produzione di strumenti a fiato per dedicarsi interamente a questo nuovo progetto.

macchina da cucire Pfaff(Georg Michael Pfaff)macchina da cucire pfaff(macchina Pfaff)

L’Italia

La prima azienda che si cimentò nel settore, fu la Filotecnica Salmoiraghi nel 1877. Questo marchio si distinse per la grande qualità dei prodotti e per le numerose innovazioni. Ad esempio fu la prima che mise l’asolatore automatico in una macchina per cucire. Intorno al 1920, un’altra azienda italiana, la Virginio Rimoldi di Milano inizia a fare le prime tagliacuci. Queste macchine permettono di rifilare il tessuto mentre si cuce; é una nuova frontiera per la produzione industriale dei capi di abbigliamento, infatti questa nuova macchina velocizza il lavoro con un risultato eccellente.

macchina da cucire rimoldi(tagliacuci Rimoldi)

Il marchio più noto e ad oggi attivo nel settore del cucito è senza dubbio Necchi. Vittorio Necchi pensò bene di fare una macchina per uso domestico usando la ghisa delle fonderie di famiglia. Inizia così con il modello “BD” e poi a seguire con l’innovativa  “BU” una zig-zag che nel 1939 era già in grado di fare ricami; infine la  “BF” e nel 1950 la “Supernova”, macchina ancora oggi all’avanguardia per i molti ritrovati tecnologici.
Nel 1956 la “Mirella” disegnata da Marcello Nizzoli, oltre a vari premi per le doti tecniche, entrò nel MOMA di New York per il suo design innovativo.

macchina da cucire necchi(Necchi Mirella)

Oggigiorno

Oggi, le moderne macchine, differiscono solo per l’elettronica e per alcuni particolari ad azionamento pneumatico che aiutano a sveltire alcuni passaggi produttivi. Nella nostra azienda sono presenti macchine di ultima generazione ma anche un certo numero di macchine più datate che hanno il pregio di fare cuciture di alta qualità.

macchina da cucire juki

 

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Titolo dei filati

Titolo dei filati

Che cos’è il titolo dei filati? È la misura della dimensione del filo che determina la finezza e di conseguenza la qualità della fibra. Per logica dovrebbe essere la misura del diametro del filo, ma ciò è possibile solo per fili di metallo non deformabili e con una sezione costante. Quindi come trovare il diametro di un filato deformabile e con sezione non costante? Semplice: si usano elementi facili da controllare, come lunghezza e peso. Di fatto è possibile farlo in due modi: peso per unità di lunghezza o viceversa, lunghezza per unità di peso, questa misurazione prende il nome di titolo.

Ovviamente, una delle due grandezze deve essere fissata in precedenza, mentre l’altra è variabile. Entriamo ora nello specifico; se viene considerato come titolo il peso relativo ad una determinata lunghezza, è chiaro che il peso cresce con l’aumentare del diametro del filo, quindi tanto maggiore è il titolo, tanto maggiore è il diametro del filo, (1000 metri di filo per cucire pesano meno di 1000 metri di corda da pacco). Viceversa se prendiamo come titolo la lunghezza di filato necessaria per ottenere un determinato peso, è chiaro che la lunghezza aumenta al diminuire del diametro del filato, quindi quanto più alto è il titolo tanto più sottile è il filo ( per fare 1 kg di peso occorre molto più filo da cucire che di corda da pacco).

Ne consegue che: il titolo di un filato è un numero, indice della sua grossezza, proporzionale alla sezione del filato stesso.
Esistono due criteri fondamentali per la titolazione dei filati: diretta e indiretta.
Nella titolazione diretta esiste proporzionalità diretta tra titolo e sezione del filato.

titolo dei filati

(nella foto la macchina titolatrice per determinare lunghezza e peso del filato)

Titolazione diretta

1 Tex = 1 grammo ogni km di filo

1 Decitex (dtex) = 1 grammo ogni 10 km di filo (sottomultiplo del Tex)

Denaro o Danaro (Td o den) = 1 grammo ogni 9 km di filo (idem come Tex)

1 Scozzese (Ts) = 1 libbra ogni 14.400 iarde di filo (utilizzato per i filati in juta).

Titolazione indiretta o numero

Numero metrico (Nm) indica quante matasse (1000 metri) di filo ci sono in 1 kg, è usato per i filati di lana pettinata, lana cardata, fiocco di fibre chimiche, filati fantasia.

Numero chilogrammetrico (Nk) indica quanti metri di filo ci sono in 1 chilogrammo, si usa per filati di cascame, lana cardata e filati fantasia.

Numero inglese cotone (Ne)  indica quante matasse (840 iarde) di filo ci sono in 1 libbra inglese (454 g).

Numero inglese lino (Nl) indica quante matasse (300 iarde) di filo ci sono in 1 libbra inglese.

Numero inglese lana pettinata (Nw) indica quante matasse (560 iarde) di filo ci sono in 1 libbra inglese.

Numero inglese lana cardata (Ns) indica quante matasse (256 iarde) di filo ci sono in 1 libbra inglese.

Approfondimenti

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Rimaglio a mano

Il rimaglio a mano

Il termine Rimaglio a mano, indica una fase di lavoro usata in ambito tessile ed è sinonimo di grande qualità; è spesso usato nel mondo delle calze da uomo per unire la punta ed il tallone che sono prodotti in aperto.

Il processo

In pratica, rimagliare a mano la punta ed il tallone di una calza si intende unire in modo preciso il puntale con il piede stando molto attenti a non fare punti sovrapposti o buchi che possono dare fastidio nella scarpa e che di certo possono causare una smagliatura nella calza; Infatti basta solo un punto mancato che la calza è rovinata; a fine lavorazione non si deve mai sentire la giunzione della punta e del tallone ma tutto deve essere liscio come se fosse un pezzo unico; infatti questo processo riproduce la maglia.

rimaglio a mano

I vantaggi

Che vantaggi si hanno da questa lunga e delicata operazione? Di certo nessun fastidio al piede dovuto allo sfregamento nella scarpa, inoltre c’è una maggiore comodità nell’uso quotidiano per la mancanza di parti in rilievo e la qualità del prodotto, grazie all’uso di filati doppi ritorti è accentuata.

Il valore aggiunto

Per insegnare ad una operaia il processo di rimaglio servono molti anni; in questo periodo di prove vengono di fatto rovinate molte paia di calze prima che la resa raggiunga le 25/30 dozzine al giorno; poche se le paragoniamo alle 120 dozzine giornaliere che si possono fare cucendo a macchina senza nessuna preparazione. Si capisce subito la differenza di prezzo e di qualità tra una calza rimagliata a mano ed una calza cucita a macchina. Inoltre, la durata ed il confort delle calze rimagliate  a mano è di gran lunga superiore rispetto a quelle cucite; infatti le nostre calze hanno la punta ed il tallone rinforzati e sono realizzate in fibre naturali

 

 

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Salute e fibre naturali

Salute e fibre naturali

É  molto importante capire che salute e fibre naturali, vanno di pari passo, usare capi naturali è fondamentale; gli indumenti sono una seconda pelle. La nostra pelle è un organo ed ha due funzioni: nutrirsi assorbendo aria, luce e calore, dando così energia al nostro corpo ed eliminare le scorie; con altri organi, come reni, intestino, fegato e polmoni, ha la funzione di liberare il corpo dalle tossine; un prodotto sano deve far sì che ciò avvenga.

Le fibre naturali

salute

Un tempo i tessuti erano di origine naturale: cotone, lana e seta; questi materiali, sono un toccasana per la nostra salute, inoltre non inquinano; con l’avvento delle fibre sintetiche che hanno grandi doti di resistenza, praticità ed economicità, il mondo della moda e dell’abbigliamento è cambiato completamente.

Le fibre sintetiche

salute

Buona parte delle fibre sintetiche deriva dalla sintesi del petrolio, poi dei trattamenti chimici le trasformano in filati; si tratta di fibre poco traspiranti, che a contatto con la pelle possono causare molte allergie. Queste fibre trattengono calore ed umidità e creano l’ambiente adatto per lo sviluppo di batteri e microbi ; è noto che i capi sintetici, dopo poche ore di utilizzo, emettano un odore molto sgradevole, dovuto ai batteri intrappolati nella struttura di queste fibre. Un altra nota negativa, sono le cariche elettrostatiche, che il corpo fatica a smaltire, questo fenomeno, a lungo andare, provoca stress, danni al sistema nervoso ed alla flora batterica intestinale. Di sicuro, non è  ideale per il nostro corpo e la sua salute.

Acquistare un capo naturale

I capi a contatto con la pelle, come l’intimo, camicie, calze, lenzuola, federe e coperte devono essere fatti in materiali naturali; neonati, bambini, ammalati, persone che sudano molto o che fanno lavori in condizioni climatiche difficili è bene che usino capi naturali.

Proprietà dei tessuti naturali

Il cotone:

Nei periodi caldi tiene fresco il corpo, mentre se lasciato grezzo, la sua peluria lo rende adatto anche nei periodi freddi,  il cotone è molto resistente ed ha un ottima capacità di assorbire la traspirazione, inoltre può essere lavato con facilità.

La seta:

É la fibra naturale per eccellenza, ha delle grandi doti di isolamento ed è anallergica, morbida al tatto, delicata sulla pelle e ripara il corpo dalle cariche elettrostatiche; è ideale nei momenti di stress o per pelli molto sensibili.

Il lino:

Il lino è non è facile da stirare, ma è meglio del cotone per asciugare la pelle, ha un elevata capacità di assorbire la traspirazione e non irrita la pelle; è più fresco del cotone, inoltre ha un potere curativo e lenitivo per chi ha problemi di pelle.

La lana:

Questa fibra è perfetta sia in inverno che in estate, infatti mantiene costante la temperatura del corpo, assorbe la traspirazione e resta asciutta; è ideale per i bambini, per chi ha problemi di circolazione, reumatismi, cervicale, artrosi.

Approfondimenti

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Perchè usare la lana

Perchè usare la lana tutto l’anno

Perchè usare la lana ? Perché, la lana è un ottimo isolante e come tale ripara dal freddo, questo è noto, ma anche dal caldo.

Fin dall’antichità l’uomo ha sempre usato questa fibra per ripararsi dal clima; dalle regioni fredde dell’ Asia a quelle calde dell’Africa, la lana è sempre presente; infatti i popoli del deserto (Tuareg) usano abiti in lana per far fronte alle temperature molto elevate a cui sono esposti.

perchè usare la lana

Questa scelta non è dettata dalla follia, ma da un esperienza che ha le radici nella notte dei tempi; infatti, la lana ha delle qualità che la rendono insostituibile; vediamole ora nel dettaglio.

Le caratteristiche della fibra

Se si osserva la lana al microscopio si può notare che assomiglia ad un serpente; infatti, la sua parte esterna è fatta di squame sovrapposte fra loro, fatte di cheratina, che è una sostanza proteica; la stessa dei nostri capelli.
perchè usare la lana

Sotto lo strato esterno c’è una struttura cellulare detta a “mattoni e calce”, dato che ricorda quella dei muri, che rende la fibra molto forte; alcuni tipi di lana, oltre alla parte esterna ed alla corteccia interna, hanno un anima centrale molto porosa; la fibra in questo caso è più leggera e molto più gonfia.

La lana è la fibra più igroscopica in natura, infatti può assorbire vapore acqueo fino ad un terzo del suo peso senza dare la sensazione di bagnato; questo accade perché la lana è fatta da aminoacidi che assorbono le molecole di acqua nella fibra; ciò la rende diversa della spugna che assorbe in modo capillare. Di conseguenza, con un clima caldo e umido, la lana assorbe l’umidità ed il sudore e li restituisce all’ambiente; questo processo in cui la lana assorbe e trasferisce all’esterno, crea una termoregolazione. Allo stesso modo un capo di lana, esposto al freddo, comincia ad assorbire l’umidità corporea, aumentando di 2-3 gradi la sua temperatura; questa reazione, ritarda di alcune ore il raffreddamento del tessuto, dando modo al corpo di adattarsi alla nuova situazione ambientale.

La lana ha un grande potere di assorbimento, ma assorbe solo il vapore acqueo e non l’acqua (che ha una struttura molecolare più grossa), ciò la rende idrorepellente; infatti, la materia grassa (lanolina) che riveste le fibre, non viene eliminata neppure nel lavaggio a secco.

L’isolamento – perchè usare la lana

L’isolamento termico di un tessuto è dato dalla quantità di aria che le sue fibre riescono ad intrappolare: più aria trattengono, maggiore è il potere isolante; in media, un comune tessuto per abbigliamento è fatto dal 75% di aria e dal 25% di fibra, mentre un tessuto di lana ha il 90% di aria ed il 10% di fibra.

Le squame della lana danno una certa ruvidezza alla fibra ed i loro interstizi ne aumentano la superficie e fan sì che la lana trattenga una maggiore quantità di aria; ecco spiegato perché le pecore sono indifferenti al caldo e al freddo e perché le popolazioni del deserto preferiscano vesti in lana. Inoltre questa fibra ha un elevato potere ignifugo: brucia con difficoltà, non propaga la fiamma, sviluppa poco calore e poco fumo; per questo motivo i rivestimenti di aerei, treni, pullman, cinema e locali pubblici sono spesso fatti di lana.

Perchè usare la lana nello sport

In tempi recenti, la lana è stata riscoperta nell’uso sportivo, dopo che le fibre sintetiche avevano invaso il mercato; infatti viste le sue qualità naturali, la lana viene usata negli indumenti dei maratoneti e corridori. Oltre alle doti di termoregolazione, la lana ha anche una grande qualità: non puzza, cosa non trascurabile quando capita di dover usare la maglia per più giorni consecutivi, magari durante una gara di endurance; ecco spiegato perché usare la lana anche nello sport.

I nostri prodotti

Canottiera spalla stretta

Maglia girocollo

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Manutenzione del cashmere

Manutenzione del cashmere

Per una buona manutenzione del cashmere è bene lavarlo a mano o in lavatrice;  il cashmere ama l’acqua.

Lavaggio a mano

Usare acqua tiepida e un sapone delicato di qualità; lasciare in ammollo per circa 15 minuti, ovviamente evitare di sfregare o torcere il capo; risciacquare infine con acqua fredda.

manutenzione del cashmere

Lavaggio in lavatrice

Usare un programma delicato per capi di lana a 30°; temperature inferiori ai 30° sono inutili poichè lo sporco non si scioglie.
Attenzione!
Oltre i 30° la fibra rischia di rovinarsi; di conseguenza è bene usare piccole dosi  di sapone, centrifugare a bassi giri e poi stendere in piano, usando un asciugamano per togliere l’acqua in eccesso.

La stiratura

Se il lavaggio è fatto seguendo per bene i passaggi, la stiratura non è necessaria; in ogni caso, per un ottima cura del cashmere è bene tenere il capo al rovescio ed usare temperature molto basse per non rovinare le fibre; è bene usare il vapore ad una distanza di 5 centimetri dal capo. É molto importante girare la maglia al rovescio, proteggerla con un panno di cotone e stirare con il ferro a bassa temperatura.

Particolarità

Nelle prime fasi di utilizzo di un capo in cashmere si può manifestare il fenomeno di “pilling”; si tratta di piccoli pallini irregolari chiamati infatti “pills”. Questi pallini nascono a causa dello sfregamento e non sono da considerarsi un segno di qualità inferiore del cashmere, ma una conseguenza dell’uso; infatti, dopo due o tre lavaggi la peluria in eccesso sparirà e la fibra apparirà in tutta la sua bellezza.
É inoltre possibile togliere i pallini con l’aiuto di una spazzola morbida o con l’apposito pettine.

I lavaggi frequenti non sono un problema! il cashmere ama l’acqua! Le capre Hircus vivono in condizioni difficili, all’aperto e spesso sotto la pioggia; le fibre, bagnandosi, si allentano, mentre quando si asciugano, tornano allo stato originale; in questo modo la vostra maglia di cashmere si rinnova ad ogni lavaggio.

Conservazione

Nella stagione calda i capi in cashmere sono di fatto esposti all’attacco delle tarme che sono ghiotte di questa pregiata fibra.

Contro le tarme: Riempire un fazzoletto con un po’ di lavanda, chiodi di garofano, menta e cannella e metterlo nella maglia di cashmere piegata, prima di lasciarla nell’armadio; è molto importante riporre i capi in cashmere stesi e piegati, mai appesi! Metti i tuoi capi in scatole o sacchetti ermetici e spruzza regolarmente nell’armadio un prodotto antitarme.

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Altre informazioni

Articolo

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Made in Italy

Made in Italy

Il made in italy è un’indicazione che determina la provenienza di un bene ed è fatta secondo le norme comunitarie in materia di origine di un prodotto; secondo uno studio fatto da Made-In-Country-Index (MICI) 2017 e pubblicato da Forbes il 27/03/2017,  il Made in Italy oggi è al 7º posto in termini di reputazione tra i consumatori mondiali, infatti, la società di studi di mercato KPMG, lo definisce come terzo marchio al mondo per notorietà dopo Coca Cola e Visa.

made in italy

Storia

Storicamente era una dicitura messa dai produttori italiani agli inizi del 1980; la  funzione era di contrastare le falsificazioni dei prodotti italiani, che all’estero godevano di una crescente fama. I prodotti italiani erano associati a qualità, specializzazione ed eleganza, che si traduceva in un vantaggio commerciale, i settori erano 4: Abbigliamento, Agroalimentare, Arredamento, Automobili.

Le leggi

Le norme furono stabilite con l’ACCORDO DI MADRID DEL 14 APRILE 1891 approvato in Italia con la Legge n. 676 del ’67; in particolare si stabiliva che il “made in…” consentiva di individuare il luogo di fabbricazione di un prodotto; dal 1999, il marchio Made in Italy ha cominciato di fatto ad essere promosso da vari enti ed associazioni in diversi settori. Nel 2009 è stata fatta una legge per tutelare il made in Italy: il decreto legge nº 135 del 25 settembre 2009 contiene l’art. 16 dal titolo Made in Italy e prodotti interamente italiani.

L’importanza

Il marchio “Made in Italy” è diventato molto importante per le esportazioni italiane grazie alla sua fama a livello mondiale e nel gennaio 2014 il Google Cultural Institute col governo italiano e con la Camera di Commercio italiana ha infatti avviato un progetto online per promuovere il Made in Italy, grazie alla tecnologia dello showroom virtuale. Il 1º maggio 2016 è entrato in vigore il nuovo Codice Doganale dell’Unione, la legge stabilisce, in diversi settori, quali l’abbigliamento e le calzature, un’etichettatura obbligatoria dei prodotti, che mostri il luogo di origine di ciascuna fase di lavorazione; grazie a queste norme, l’origine dei prodotti è finalmente assicurata; l’uso dell’indicazione “Made in Italy” è  infatti permessa solo ai prodotti le cui fasi di lavorazione sono avvenute in Italia.

Link

Lisanza Uomo

Altre risorse

Wikipedia

 

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Sanforizzazione

Sanforizzazione – Storia

La sanforizzazione fu inventata  nel 1930 dall’americano Sanford Lockwood Cluett, da cui prese nome; Cluett era un uomo d’affari ma anche un brillante inventore; infatti aveva al suo attivo ben 200 brevetti, tra cui la carta Cluett usata negli imballi ed il famoso sestante, strumento indispensabile per la navigazione; Cluett, si dedicò anche allo sviluppo di macchine per l’agricoltura e fondò a New York la Cluett Peabody and Company Inc. che produceva camicie.

sestante - sanforizzazione

Il Processo

La sanforizzazione consiste in un doppio passaggio, meccanico e termico; una macchina forza il tessuto a rientrare nel senso della lunghezza (ordito) avvicinando i fili di trama. Il processo consiste di una serie di passaggi, quali il lavaggio, la pressatura, l’asciugatura ed il trattamento con sostanze chimiche adeguate.

sanforizzo

Ne consegue che questo trattamento migliora la stabilità del tessuto solo nel senso della lunghezza (ordito), mentre è poco influente nel senso dell’altezza; la trama, ottiene più stabilità grazie al compattamento dei suoi fili che limitano l’avvicinamento tra loro di quelli di ordito. Il sanforizzo nasce per il tessuto a navetta (noto anche come ortogonale), per il quale resta ancor oggi una lavorazione di riferimento; anche i tessuti a maglia di viscosa, micromodal e tessuti a maglia molto leggeri sono oggetto di questo trattamento; in questo caso, i risultati sono inferiori a quelli del tessuto a navetta, ciò è dovuto alla naturale elasticità della maglia.

I risultati

I tessuti dopo la sanforizzazione non devono avere ritiri superiori all’ 1%; questo risultato è molto importante per garantire la perfetta vestibilità anche dopo il lavaggio; infatti i capi prodotti con tessuti a navetta sono rigidi ed un eventuale ritiro li renderebbe inutilizzabili. Questo processo è applicato soprattutto ai tessuti di alta qualità per camiceria da uomo e per i tessuti dei classici boxer in tela.

Approfondimenti

Wikipedia

I nostri prodotti

Boxer tela

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Cotone elasticizzato

Cotone elasticizzato

Il cotone elasticizzato nasce in tempi recenti, con l’arrivo delle microfibre elastiche; queste sono aggiunte al cotone in percentuali che vanno dal 4 al 10%. All’inizio, l’uso di questo materiale si rivolge allo sport, poi è stato introdotto nell’intimo, in quei capi dove è richiesta una buona vestibilità.

cotone elasticizzato

La Tessitura

Il cotone elasticizzato è un tessuto jersey, che viene fatto con macchine circolari da maglieria;  in ogni punto di alimentazione (caduta) oltre al cotone, è aggiunto l’Elastam; questo materiale, anche in piccole percentuali, garantisce una buona elasticità del tessuto, sia in larghezza che in lunghezza; il prodotto ottenuto è compatto, molto liscio e resistente.

macchina circolare per cotone elasticizzato

Caratteristiche

Il cotone elasticizzato, ha un buon allungamento ed allargamento; è morbido e resistente all’usura; queste doti lo rendono ideale per produrre boxer e slip; oltre alla perfetta vestibilità e freschezza, la resistenza all’usura è eccellente. Vista la sua struttura, tende a torcere su se stesso,  specialmente se si utilizzano cotoni di bassa qualità; in questo caso, spesso, la torsione di torcitura si somma alla torsione di tessitura.

Accorgimenti

Date queste caratteristiche, Lisanza Uomo, per eliminare il problema della torsione, utilizza solo filati di alta qualità. Il filo di Elastam, in piccole percentuali contribuisce a stabilizzare il tessuto in modo eccellente; per ridurre ulteriormente il fenomeno di rotazione, si usano macchine a 30 cadute; si tratta di macchine a bassa produzione se paragonate alle moderne macchine con 90 cadute. Con meno cadute, la produzione giornaliera di tessuto è ridotta, ma, cosa molto importante, la torsione del tessuto è minima. Al fine di rendere assolutamente stabile il tessuto, si fa un apposito trattamento in tintoria; successivamente si fa riposare il tessuto per diverse settimane prima di tagliarlo.

Il risultato

il risultato è di ottenere dei capi leggeri e freschi con un ottima vestibilità.

I nostri prodotti

Boxer

Altre risorse

Articolo di Wikipedia

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Tabella Taglie

Tabella taglie – guida pratica

Scopri la tua misura applicando questa semplice tabella taglie.

Tabella taglie – uomo

Come misurare correttamente?
Per misurare correttamente la tua taglia, indossate solo biancheria intima, o meglio ancora fate la misurazione direttamente sulla pelle; infatti, indossare degli indumenti potrebbe rendere la misurazione meno accurata.

Attenzione

Le misure devono essere prese in centimetri e il metro deve essere mantenuto sempre teso, infatti se non vengono rispettate queste semplici regole la misurazione potrebbe essere falsata; le misure si riferiscono a taglie standard e non includono grandezze particolari né taglie irregolari.

Circonferenza torace (1)

Per misurare correttamente la circonferenza del torace, è molto importante mettersi con la schiena in posizione eretta e misurate all’altezza dei capezzoli, in questo modo infatti, la misurazione sarà precisa.

riferimento tabella taglie

Girovita (2)

Misurate la circonferenza della vita direttamente sotto le costole.

Internazionale   Taglia    Torace    Vita

XS                                                              44                            86/89                        76

S                                                                  46                            90/93                        80

M                                                                48                            94/97                         84

L                                                                  50                           98/101                       88

XL                                                               52                           102/106                     92

XXL                                                            54                           107/109                      98

3XL                                                            56                           110/113                      104

4XL                                                            58                           114/117                      110

5XL                                                            60                           118/121                      116

 

Riferimenti per slip e boxer

boxer tabella taglie

Le taglie e la vestibilità possono di fatto variare in base al produttore, alla marca e alla forma. La circonferenza della vita va infatti misurata nel punto in cui è più sottile.

Tabella delle taglie:

Internazionale  Taglia      Vita

XS                                                              1°                             80/84

S                                                                 2°                             85/89

M                                                                3°                            90/94

L                                                                 4°                            95/99

XL                                                              5°                           100/104

XXL                                                           6°                           105/109

3XL                                                            7°                           110/114

4XL                                                            8°                          115/119

5XL                                                            9°                           120/124

 

Alcuni dei nostri prodotti

Maglia girocollo mezze maniche

Boxer 

Slip

Attenzione!

In caso di dubbi nella scelta della misura, non esitate a contattarci direttamente in azienda, dove troverete del personale preparato a rispondervi; con poche e semplici domande, i nostri incaricati potranno infatti identificare la misura più adatta a voi.

Misure speciali

Dato che la nostra azienda produce tutto internamente, è infatti in grado di realizzare anche capi SU MISURA; per ogni informazione e preventivo non esitate a contattarci

Altre risorse

Tabella